Breaking down – I.C.E

24 gennaio 2026

È un nuovo sabato. Anzi, non così nuovo, dato che sono le 18:21 mentre mi trovo a scrivere questo articolo.
La scuola sta andando bene; fuori, i volti familiari degli amici mi fanno compagnia mentre continuiamo ad avanzare verso un futuro.
Ma quale futuro? Ancora una volta il mondo sembra essersi distinto per i propri errori, per il ghiaccio che è confinato nei cuori di alcune persone che, con un titolo da molti temuto, hanno trovato il modo di prendere il comando in questo gioco contorto e sadista.

Siamo negli Stati Uniti d’America, e seppur l’anno pare appena iniziato, nel nostro mondo si respira un clima alquanto soffocante per molti. La libertà c’è, ma ha un prezzo che molti, tra cui famiglie, trovano difficile pagare. E’ davvero questo l’American Dream di cui parlavamo molto?
Liam Conejo Ramos, 5 anni. Cinque anni e probabilmente non aveva mai sentito la parola “immigrato” fino ad allora. Eppure venne preso e portato via, in carcere: il luogo in cui vengono spediti assassini e ladri.
E l’unico crimine di cui forse era colpevole era quello di essere nato straniero.

E come lui ce ne sono molti altri: studenti, madri, padri, amici, cugini e amanti che vengono deportati, trattati come insetti o, nei casi peggiori, uccisi.
È davvero questo il peso che diamo a una vita umana?
Siamo così piccoli nel nostro universo, così uguali dentro, che sembra quasi impensabile come possiamo tutti far parte di qualcosa che non è lontano dalle vicende orribili e disumane vissute dai nostri nonni. Ed è proprio qui che la storia grida più forte.
L’Olocausto — e le stime parlano di circa 17 milioni di PERSONE sterminate — con nomi e volti cancellati, ricordi spazzati via come un sogno al mattino, accadde proprio perché il mondo guardò, esitò, normalizzò la violenza.
Oggi non siamo nel 1940, è vero. Tuttavia la violenza non si ripresenta mai nello stesso modo: cambia forma, cambia volto, e ci chiede se abbiamo davvero imparato qualcosa.

Proprio per questo la memoria dell’Olocausto è fondamentale. Vive in chi studia, in chi continua a testimoniare, in chi rifiuta il silenzio, affinché una tragedia simile non si ripeta. Una tragedia che dovrebbe esistere solo nei libri di storia, non nei nostri giorni.

In fin dei conti, io non sarò mai qualcuno di importante, è vero. Ed è proprio per questo che, insieme a te, caro lettore, possiamo trovare il modo di rialzarci da questa polvere: per dire di no, per muoverci e protestare in nome dell’umanità, affinché non si ricada negli stessi errori del passato.
Quindi aprite gli occhi, informatevi, imparate ad ascoltare ciò che vi passa davanti, e a capire fino in fondo tutto ciò che ci circonda.
Perché, dopotutto, da soli siamo nessuno, ma insieme possiamo fare la differenza contro l’ignoranza.