Siamo un gruppo di ragazze e ragazzi di terza media. In questi giorni siamo rimasti
colpiti e scossi da quello che è successo all’Istituto Chiodo della Spezia. Non è stata
una notizia come le altre: un ragazzo come noi, Abanoub, ha perso la vita proprio a
scuola, il luogo dove dovremmo sentirci più sicuri e dove costruiamo il nostro futuro.
Leggendo i giornali abbiamo trovato tante parole diverse su Atif e su quanto
accaduto, ma con la nostra insegnante abbiamo deciso di fermarci a riflettere su ciò
che ci tocca più da vicino: si è parlato tanto di “gelosia” come causa di questo gesto
orribile, ma noi ci siamo chiesti se può la gelosia giustificare la violenza. La nostra
risposta è assolutamente no.
Abbiamo discusso in classe cosa può passare nella testa di un ragazzo per arrivare a
tanto e, soprattutto, per prometterci che noi faremo diversamente. Ci siamo divisi in
cinque gruppi per discuterne insieme, per dire la nostra su questa “gelosia” che non è
amore e per cercare insieme delle soluzioni per risolvere i conflitti senza usare le
mani o le armi.
Quello che segue è il frutto del nostro lavoro: le nostre riflessioni per ricordare Aba e
per dire che la scuola deve restare un luogo di vita, non di morte.

Gruppo 1
Il giorno 16 gennaio del 2026 un ragazzo a La Spezia è stato ucciso, si pensa che il ragazzo, Atif, abbia ucciso Youssef, perché ha visto delle foto con lui (Youssef) e la sua ragazza. Pensiamo che questa azione sia stata fondata per via di gelosia non lecita, ci sembra una cosa eccessiva e disumana perché si tratta di togliere una vita e un futuro e di provocare dolore alla famiglia e agli amici e incredulità alle persone che vengono a conoscenza di ciò, è ancora più incredibile, che lo abbia fatto davanti ai suoi compagni di classe, senza avere una piccola dimostrazione di pentimento. Ci sembra assurdo che un semplice e inutile sentimento come la gelosia possa portare a compiere un’azione del genere, a mente fredda. È spaventoso pensare che un ragazzo di 18 anni possa avere un minimo pensiero di compiere un omicidio. Pensiamo che questa situazione si potesse risolvere parlando e chiarendo. Fa impressione anche che i ragazzi di oggi diano così poco valore alla vita, adesso si compiono azioni estreme come se fosse normale, per motivi minimi e insensati.
Gruppo 2
Fatti: l’omicidio è accaduto venerdì 16 gennaio. Un ragazzo di 19 anni di nome Youssef è stato accoltellato da un suo compagno di classe perché “non doveva scambiarsi foto con la ragazza che frequentavo”; Youssef é stato accoltellato al fianco mentre provava a scappare.
Un compagno racconta di averli sentiti litigare nei bagni , era il cambio dell’ora, ha visto Youssef correre e cadere a terra poi ha visto l’insegnante bloccare Atif, l’aggressore.
Un’altra ragazza testimonia che i professori sapevano tutto ma non hanno mai preso provvedimenti.
Riflessione: Si pensa che installare dei metal detector sia la soluzione per far si che questi episodi non avvengano, ma non è così. Bisogna prevenire queste azioni e far si che i ragazzi non arrivino neanche a pensare che usare un arma sia la soluzione ad un problema. Ma come possiamo fare?
I ragazzi e le ragazze di quella scuola sapevano che Atif girava a scuola con un coltello, si sapeva che in quella scuola c’erano delle persone pericolose, tutti stavano solo aspettando che accadesse, l’ unica cosa che non sapevano era a chi sarebbe toccato. Noi crediamo che parlare di queste cose sia l’ unico modo per prevenire, parlare con gli insegnanti, compagni, soprattutto con la preside è importantissimo, sembrano parole vuote ma si tratta di scegliere tra salvare o uccidere un ragazzo/a, il fatto che si debba arrivare a uccidere un altro ragazzo per gelosia non è una cosa accettabile. Non è possibile che la scuola sia diventata un posto in cui c’è addirittura il rischio di venir uccisi.
Gruppo 3
Dopo quello che è successo alla Spezia abbiamo pensato a quanta crudeltà c’è nel
mondo, e come, anche da così giovani, possiamo rovinare la vita di una persona,
della sua famiglia e dei suoi amici. La scuola dovrebbe essere un posto dove ci
sentiamo sicuri e accolti e dopo ogni aggressione ci sentiamo sempre meno sicuri ed
in pericolo. Pensare che possa succedere a noi, ad un nostro amico, ad un nostro
compagno di classe ci rabbrividisce. Oggi si compiono atti estremi.
Le persone non sanno cosa voglia dire uccidere e privare una persona della propria
vita. La gelosia è in questo caso il motivo principale per cui il ragazzo è stato ucciso
ed è una cosa scandalosa. La ragazza è stata accusata di essere complice
dell’aggressione ma a detta sua ha fatto il possibile per evitare i litigi tra i due, ha
detto di non inventare false storie su di lei perchè lei non è mai stata a testimoniare
per difendere il suo ragazzo. L’aggressore si è giustificato dicendo “volevo sapere
cosa succede a uno che ammazza” e questa oltre che essere un’ orrenda
giustificazione non è neanche un motivo per uccidere perchè nessuno si merita di
morire.
Gruppo 4
Quello che è successo alla Spezia ad Abanoub Yousef è stata una vera tragedia e sembra impossibile che possa essere accaduto in una scuola, che dovrebbe essere un posto sicuro. Sembra assurdo che tutto questo sia accaduto per gelosia rispetto ad una ragazza. É incredibile che i professori, pur sapendo che Atif Zouhair girasse con delle armi, non gli abbiano fatto praticamente nulla, se non sospenderlo in passato; una professoressa in particolare sapeva che ad Atif gli sarebbe piaciuto vedere che emozione si prova ad uccidere una persona. Fa riflettere molto che ai giovani la gelosia può portare a far fare azioni estreme, la morte non si dovrebbe augurare a nessuno, nemmeno al proprio peggior nemico.
Gruppo 5
Un alunno è stato ucciso a scuola, si chiamava Abanoud Youssef e aveva diciotto anni mentre l’assassino si chiamava Zouhair Atif e aveva diciannove anni. Youssef è stato accoltellato in classe dopo le 11, c’erano già state alcune minacce e si sapeva che portava un coltello con se ma, a quanto dicono i compagni , i professori hanno ignorato tutto ciò. Il giorno seguente all’ accaduto la scuola era aperta come se non fosse successo nulla e per protestare, gli alunni hanno occupato lo spazio davanti alla scuola con cartelloni gialli, candele e palloncini rossi. Youssef è morto in ospedale dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico. Ad Atif non hanno fatto “niente” lo hanno solo sospeso nonostante l’azione gravissima che ha fatto al suo quasi coetaneo solo perché Youssef aveva delle foto della sua ragazza (ragazza di Atif), quindi per gelosia.
Noi pensiamo che sia del tutto ingiusto. Perché una persona deve essere uccisa solo perché ha sfiorato una ragazza che ”apparteneva” ad un altro ragazzo? Pensiamo che la gelosia stia diventando troppo pericolosa, troppo frequente…e soprattutto non sana. Le persone non si appartengono e questa generazione deve capirlo al più presto prima di far morire altri giovani ragazzi/e senza senso. In questo periodo viene distorta la visione di tutto … di amicizia, di amore ,di giustizia e non viene dato valore alla vita propria e quella degli altri. Le ripetute minacce , il fatto che portava un coltellino si sapeva ma non hanno fatto nulla, i prof non hanno fatto nulla, e questo non va bene e sicuramente dopo ciò ci aspettiamo vengano presi provvedimenti sulle norme di sicurezza e che facciano qualcosa di più all’ assassino. Sicuramente è sbagliato uccidere un amico per gelosia. Non si uccide un amico solo per una gelosia perchè si può sbagliare o magari una persona non lo sa, la cosa migliore da fare è parlare per chiarire. Ci aspettiamo di meglio dalla scuola italiana.

